Adriana Lanzarini

Dopo la morte del padre Bruno la compagnia recitò ancora due volte, poi ognuno se ne andò per la sua strada. Poi il 25 Aprile del 1985 Adriana Lanzarini insieme a Nino Nanni, Daniele Fantoni, Piero Bignami, Luciana Stracciari, Tina Gamberini , si ritrovarono dentro la stanza di una parrocchia a cambiarsi d'abito in compagnia di una umidità spaventosa e due microfoni funzionanti su cinque che li attendevano di là sul palco per rappresentare “Lavurer l'è fadiga” al pubblico intervenuto per la sagra di Crespellano.
Il cielo era pieno di stelle, noi eravamo felici e il pubblico contento era la prima serata della neonata compagnia dialettale bolognese “Bruno Lanzarini”. Quando mio padre morì nel 1976 racconta la figlia sig.ra Adriana tutto fu sciolto e solo nel 1985 libero da altri impegni fu in grado di far nascere un altra compagnia dialettale in memoria di mio padre con lo stesso nome e lo stesso repertorio.

Obiettivo dichiarato dalla compagnia ricordare e far ricordare il nome di “Bruno Lanzarini”, il chè significava ricordarne non solo il repertorio ma anche tramandare ciò che lui insegnò nel mondo di recitare e mettere in scena i testi.

La compagnia vantava un repertorio composto di commedie, fra riprese del repertorio paterno e nuove riduzioni operate da Adriana Lanzarini. Dice Adriana: “Il teatro dialettale bolognese è un teatro rimasto fermo agli inizi del secolo. Mi ricordo che mio padre ci ha provato due o tre volte a proporre commedie serie e furono fiaschi assoluti .ho ancora negli occhi la messainscena di “In cà mi zirla pr'al drett (in casa mia si riga diritto) di Rovinelli Massarenti dove un uomo si innamora di una donna che gli rovina la vita . Costui mestamente decide di tornarsene a casa , la scena del ritorno era altamente drammatica e il pubblico come reagiva! Rideva. Diceva oggi come oggi è impossibile educarlo, fa parte della mentalità dei bolognesi, loro dal teatro in dialetto vogliamo solo ridere…. questo spiega come: buona parte del nostro repertorio è ridotto da quello di Gilberto Govi che poi la base del repertorio di tutti i mattatori dialettali.

Lo stesso Bruno Lanzarini aveva in repertorio commedie ridotte da Govi che poi sua figlia Adriana rielaborava in base alle caratteristiche dei suoi primi attori “Ch'al famaus Agast”(quel famoso agosto) per l'interpretazione di Nino Nanni “me e la bon anma” (me e la buon anima), per Daniele Fantoni e “Che sbagerla d'un omen” (che disgrazia di un uomo) per Alessandro Mandrioli , mentre Azzidant a la sdetta (accidenti alla disdetta)”, è stata ridotta su iniziativa di Adriana Lanzarini senza che fosse appartenuta al repertorio paterno. Il successo della rappresentazione valse alla compagnia l'invito a recitarla a Sassari in occasione della rassegna dedicata alla memoria di Gilberto Govi assieme alle nove migliori compagnie dialettali italiane.

Ci sono anche commedie a mattatore nel repertorio della compagnia Lanzarini senza essere ridotte dal repertorio di Govi, ma tramandate da quello paterno. “Lavurer l'è fadiga di Cesare Pezzoli fu uno dei primi cavalli di battaglia di Bruno Lanzarini, poi di Adriana con l'interptretazione di Nino Nanni, stesso discorso per un Ban Omen in cui Nanni ha vinto il premio come il miglior attore protagonista a Castel di Casio.

Questo non vuole dire che la compagnia abbia escluso dal repertorio testi che possono prediligere e esaltare l'interpretazione corale che ne sono esempi: Al noster prossum , il nostro prossimo di Alfredo Testoni in cui quindici personaggi si alternano in graziosi duetti prima di scene corali poi , è nella più recente “Voja ed marè (voglia di marito) di Valerio Fiorini. I protagonisti sono quattro personaggi non maschili ma adirittura femminili, cosa poco frequente nell'abitudinario teatrale dialettale bolognese ma ben dallo spirito innovativo che Bruno ha lasciato in etredità alla sua compagnia.

Altro carattere suscitato da tutte le commedie che compongono il repertorio e la mancanza di autori stranieri. Va bene che la gente rida, ma almeno che non rida di nulla, ma preferisco gli autori italiani degli anni 20 a quelli pochadisti francesi . Nel Don Zaieser ad esempio si ride accettando la morale un po' patetica del prete rassegnato e Nel Dievel e L'acqua Santa” (il diavolo e l'acqua santa) nella scena finale in cui la nonna riabbraccia il nipotino che tanto aveva tenuto di perdere si sente che il pubblico per un attimo smette di ridere vinto com'è dall'emozione

Il problema dei messaggi o morali che una commedia deve trasmettere è uno dei motivi principali che ha indotto Adriana Lanzarini a iniziare la sua carriera di riduttrice. Cominciando prima coi piccoli interventi soprattutto nei finali: accentuando quello crudo e realistico di Pezzoli in Lavurèr l'é fadiga”, che prevedeva l'irrisolta riconciliazione fra marito e moglie; alleggerendo quello drammatico di un Bon Omen dove Boriani lasciava il protagonista accettasse di amare senza essere corrisposto.

Non si creda però che la Lanzarini nutra le sue commedie di finali accomodanti ad esempio: il Don Zaiser prevedeva un lieto fine con un prete ristabilito dalla sua carica tramite l'intervento di un altro prelato, ma nella versione di Adriana, l'altro prelato non arriva mai e Don Cesare è costretto ad abbandonare parrocchia e paese.

Mentre la Voja ed marè, Fiorini aveva lasciato il finale spento per non interrompere il flusso ininterrotto di vita narrato dalla commedia la Lanzarini no, facendo concludere al personaggio della mamma che Incion am m'ha tolt la voja ed marè (nessuno mi ha tolto la voglia di marito) . Nel  1990 Adriana Lanzarini  si lancia in una riduzione dall'inizio della fine della commedia ferrarese di Alfredo di Alfredo Pitteri “Azzident a la sdétta”

Primo criterio che un testo deve possedere per essere ridotto è che sia scritto originariamente in dialetto, non importa di quale città, perché tutti i dialetti si assomigliano nello spirito con cui vedono la realtà e ne riflettono l’impressione sui personaggi che la popolano.

Tutto il linguaggio in vernacolo del repertorio lanzariniano ha un forte sapore di tradizione, volutamente, Adriana non usa nelle sue traduzioni, parole dialettali nate dall’italiano recente.

Dal quel nucleo storico che esordi’ nel 1985 parecchie cose sono cambiate , la compagnia si è ingrandita e si comprende anche l’inevitabile modificazione del repertorio, sempre più adatto alle esigenze delle nuove generazioni.

La Compagnia provava due volte alla settimana al Cine.teatro Tivoli, ma la vera “casa” della compagnia Lanzarini è il piccolo Teatro Galliera presso la chiesa Sacro Cuore, dove veniva custodito il materiale scenografico e venivano rappresentate in prima assoluta tutte le novità.

Repertorio della Compagnia LANZARINI in ordine cronologico:

-    C. Pezzoli, Lavurèr l’è fadiga – 1985

-    A.Testoni, Gaitan e Gaitanen – 1986

-    A.Boriani, Un bòn omen – 1987

-    R.Rovinelli-N.Massarenti-A.Lanzarini, Dòn Zàiser – 1987

-    A.Pitteri-A.Lanzarini, El diàvel e l’acqua santa – 1988

-    U.Morucchio-A.Lanzarini, Cal famous agost – 1988

-    A.Testoni, Cussa faréll lo’- 1989

-    A.Lanzarini, Azzident a la sdétta – 1990

-    U.Palmerini. A.Lanzarini, I cont sènza l’ost – 1991

-    A.Testoni, El noster prossum – 1992

-    A. Pitteri e B.Lanzarini, Una quaderna sècca - 1993

-    A.Lanzarini, Una sbagerla di un omen – 1994

-    A.Pitteri,B.Lanzarini, Ass cars in famèja – 1995

-    A.Lanzarini, Mè e la bon’anma – 1996

-    V.Fiorini, Voja ed marè – 1997

-    Morucchio,ALanzarini, I furbein dla Nusadella – 1998

-    A.Pitteri.A.Lanzarini, Una mujer in tri – 1999

-    G. Tenan, Roba da matt – 2000

-    A.Lanzarini, La fourtouna l’è fata a cavecc – 2001

-    G.Tenan, On di dù – 2002

-    Rovinelli-Massarenti-A.Lanzarini, Dòn Zàiser – 2002

-    Pezzoli-Lanzarini, Lavurar l’è fadiga – 2003

-    Nicola Manzari, Mej da viv…o da mort – 2004

-    G.Tenan, Fiur d’urtiga – 2005

-    G.Tosi-V.Fiorini, Trai surell e onna cugné – 2005

-    A.Testoni, Acqua e ciacher – 2005

-    Guidetti.A.Lanzarini, On dè e dou nott – 2006

-    A.testoni, I pisuneint – 2006

-    A.Testoni, Torna in scena i pisuneint – 2007

-    G.Tenan, Can e gat – 2007

-    R.Conney , Azzidant agli amigh - 2008

-    Guidetti-Frabboni, Onna valis arpiatè – 2008

-    J.Graham, Amaur e oneste – 2009

-    A.Testoni, Satta ai adob – 2009

-    A.Testoni.Galli, La clas di esen – 2009

Nel novembre 2009 muore Adriana Lanzarini.